#34 - Dove potremmo atterrare domani se decidessimo di cambiare rotta oggi?
Il Career Mapping: un patto di crescita reciproca che trasforma l'azienda da luogo di lavoro a ecosistema di sviluppo.
Questo è il trentaquattresimo contenuto di Schiscetta - la newsletter di Joinrs pensata per accompagnare la tua pausa pranzo con contenuti leggeri, nutrienti e pronti da gustare in pochi minuti.
Se c’è una cosa che abbiamo imparato osservando i nuovi ingressi in azienda, è che la domanda “Dove sarò tra cinque anni?” non riceve più la risposta che ci aspettavamo. Visto il ritmo con cui cambia il mercato, non ci sono più visioni certe e necessariamente lineari ma quello che le persone vogliono sapere è che, qualunque sia la direzione, l’azienda abbia per loro un piano di sviluppo.
Oggi il Career Mapping - un processo strategico e visuale utilizzato per pianificare il futuro professionale, definendo obiettivi a lungo termine e lavorando a ritroso per individuare i passi necessari (formazione, competenze, esperienze) per raggiungerli - è un termine che rischia di suonare polveroso, quasi burocratico. Ma se lo spogliamo dai tecnicismi, resta una questione vitale: come facciamo a non far sentire le persone “incastrate” in un ruolo?
Oltre la scalata verticale
Mentre il vecchio modello prevedeva una progressione quasi esclusivamente verticale (spesso forzata verso ruoli manageriali, che non vanno proprio a braccetto con la quiet ambition di cui parlavamo qualche tempo fa), il career mapping moderno prevede anche una mobilità trasversale; per arricchire il proprio bagaglio mappando le competenze attuali e visualizzando non solo dove si può arrivare “sopra”, ma anche dove ci si può spostare “accanto”.
Perché parlarne oggi?
Secondo recenti dati di settore (in particolare i due report di Gartner e LinkedIn Learning), la mancanza di opportunità di sviluppo professionale è tra le prime tre cause di dimissioni volontarie. Per la Gen Z, specialmente, la carriera è un mosaico: cercano esperienze diverse, apprendimento continuo e, soprattutto, una personalizzazione del percorso.
Il rischio, se manca una mappatura chiara, è il career plateauing: quella sensazione di stallo che spinge le persone a guardarsi intorno per “mancanza di orizzonti” nel luogo attuale in cui si trovano.
Tre pilastri per un buon mapping
Fare career mapping non richiede necessariamente software complessi (anche se l’AI può darci una mano a vedere pattern che a volte ci sfuggono):
Onestà - ammettere che non tutti possono (o vogliono) diventare manager. La crescita tecnica può aver lo stesso valore di quella gestionale.
Visibilità - rendere chiaro quali skill servono per cambiare ruolo. Se gli step non sono ben definiti, nessuno proverà a intraprenderli.
Ascolto attivo - non dare per scontato che la crescita sia solo un aumento di RAL e responsabilità gerarchiche.
In fondo, offrire una prospettiva di crescita è il modo più trasparente e concreto per dare a qualcuno un motivo per restare. Nella consapevolezza che il talento, se non trova spazio per evolvere dentro l’azienda, finirà inevitabilmente per cercarlo altrove.
🫐 Spuntini di realtà 🫐
Cosa ascoltare 🎧
Non esiste career mapping che tenga se non abbiamo il coraggio di essere sinceri (ma con metodo e gentilezza). In questa puntata di HR Popcorn, Sonia Gentile - Psicologa del lavoro e HR Manager - ci spiega come disinnescare la paura e trasformare quello che sembra un "processo" in un momento di crescita.
Cosa esplorare 🧭
Circa un anno fa Google ha lanciato il Career Dreamer - un tool interattivo che aiuta a esplorare nuove traiettorie di carriera partendo dalle proprie passioni e competenze.
Può essere un esperimento interessante da provare in prima persona o da suggerire a colleghi e colleghe, per stimolare quel pensiero “trasversale” di cui parlavamo sopra.
🚇 Out-of-Home, in giro per Milano 🚇
Se in questi giorni hai preso la M1, la M2 o la M3 a Milano, potresti aver incrociato degli occhietti familiari.
Siamo usciti dagli schermi per scendere (in parte) sottoterra con la nostra prima campagna OOH. Abbiamo tappezzato 92 ingressi e 53 “vision” luminose con tre messaggi che per noi sono un mantra.
Non sei in ritardo. Sei sulla tua linea.
Prendi la direzione giusta. Anche per la tua carriera.
Il tuo prossimo lavoro è a qualche metro da te.
In un mondo del lavoro che spinge a correre sempre più forte per non perdere il treno, volevamo fare un po’ di controtendenza. Non esistono binari unici o scadenze universali; esiste solo la direzione che ognuno sceglie di prendere.





