#33 - L’AI scrive, ma chi legge?
Quando l’intelligenza artificiale genera quantità a discapito della qualità, il fenomeno del Workslop.
Questo è il trentatreesimo contenuto di Schiscetta - la newsletter di Joinrs pensata per accompagnare la tua pausa pranzo con contenuti leggeri, nutrienti e pronti da gustare in pochi minuti.
Nella schiscetta #25 abbiamo esplorato come l’intelligenza artificiale possa trasformarsi in una “scatola nera” che limita la nostra capacità critica. Oggi facciamo un passo avanti raccontando di un fenomeno speculare: cosa accade quando questa tecnologia inizia a generare una mole di contenuti ridondanti che appesantiscono i flussi di lavoro? È quello che, come evidenziato da recenti analisi di BetterUp, viene definito Workslop.
Se lo spam rappresenta il rumore che arriva dall’esterno, il workslop è il sovraccarico informativo generato internamente. Si manifesta attraverso comunicazioni eccessivamente lunghe, report densi di concetti generici o feedback standardizzati che, pur essendo formalmente corretti, non aggiungono valore reale al destinatario.
Secondo quanto riportato dalla Harvard Business Review, l’intelligenza artificiale riduce significativamente i tempi di produzione di un contenuto, ma alle volte ne aumenta il carico cognitivo di chi deve fruirne. Ci troveremo di conseguenza a dedicare tempo prezioso alla lettura di documenti che, in ultima analisi, mancano di una reale utilità strategica.
Perché il fenomeno si sta diffondendo
Questa tendenza non è il risultato di una volontà negativa, quanto piuttosto di una gestione ancora “acerba” dei nuovi strumenti. Molti professionisti utilizzano l’AI per ottimizzare task ripetitivi, ma cadono nella trappola di scambiare la quantità dell’output per un incremento di efficacia. Come sottolineato in un ulteriore studio della Harvard Business Review sulle cause del fenomeno, quando un report di più pagine viene generato in poco tempo, si tende a sottovalutare l’impegno necessario al collega per processarlo, spostando di fatto il peso del lavoro da chi scrive a chi legge.
Inoltre, la mancanza di una revisione critica trasforma l’AI in una forma di delega passiva. Senza il filtro del contesto e dell’esperienza umana, i contenuti prodotti rischiano di diventare eccessivamente prolissi e privi di quella sintesi necessaria per prendere decisioni rapide. In questo senso, come viene evidenziato da Wyser, il workslop rappresenta un costo nascosto significativo per le aziende in termini di perdita di focus e tempo.
Come preservare il valore del lavoro umano
Governare il workslop significa proteggere il tempo e la concentrazione delle persone. Un primo passo consiste nel promuovere una cultura della sintesi, incoraggiando i team a utilizzare l’AI per distillare i concetti chiave anziché per ampliare i testi. La qualità di un contenuto assistito dall’automazione dovrebbe essere misurata sulla capacità di chiarire i problemi, non sulla lunghezza.
In parallelo, è fondamentale ristabilire la responsabilità individuale: ogni output generato dovrebbe essere considerato una base di partenza che richiede necessariamente il giudizio e la verifica del professionista. Esistono inoltre ambiti, come i feedback interpersonali o le comunicazioni di crisi, in cui l’automazione può risultare controproducente, rischiando di compromettere la percezione di autenticità e la solidità delle relazioni aziendali.
🫐 Spuntini di realtà 🫐
Cosa ascoltare 🎧
Cosa succede quando ci affidiamo a uno strumento che tende ad assecondarci, anche a costo di generare contenuti privi di valore? Nel episodio di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, Pasquale Viscanti ed Enrico Frascari partono dal celebre Test di Turing per esplorare i rischi di un’AI a volte troppo compiacente. Una riflessione per chi in azienda deve gestire l'adozione di questi modelli e vuole evitare che la "voglia di aiutare" della macchina si trasformi in un rumore digitale inutile o fuorviante.
Cosa leggere 📖
L'intelligenza artificiale può davvero sostituire l'occhio di un recruiter? Per Eleonora Muto, Talent Acquisition Specialist in Capgemini, la tecnologia è un’opportunità per gestire grandi volumi di dati, ma il cuore del recruiting resta profondamente relazionale. Nell'intervista ci racconta come, pur osservando con interesse l'evoluzione degli strumenti digitali, sia fondamentale non perdere lo "human touch". Una riflessione su come bilanciare efficienza e connessione autentica. Qui trovi l’intervista completa.
Cosa guardare 👀
Do You Trust This Computer? - Per riflettere sul “perimetro del giudizio umano”, un documentario che esplora le implicazioni etiche e i pericoli dell'AI non regolamentata. Offre una prospettiva più ampia del task d'ufficio, toccando temi come la responsabilità e il futuro della verità.
🫓 Cosa cuoceva in teglia 🫓
“Non solo per portare il pane a casa”. Siamo tornati al Politecnico di Bari con un promemoria (molto fisico e gustoso) del fatto che il lavoro non deve essere solo un mezzo di sostentamento, ma un percorso che dia soddisfazione e risponda alle proprie aspirazioni.
Certo, in questa città la metafora del “pane” è stata presa molto seriamente: i sacchetti si sono riempiti velocemente di focaccia barese, caldissima.
Risultato? Abbiamo parlato con tantissime studentesse e studenti, raccontato delle novità di Joinrs e, tra un chiacchierata e l’altra, fatto “sorridere” anche lo stomaco :)






