#31 - Né troppo bene, né troppo male
A lavoro, la trappola del languishing e il valore del flourishing.
Questo è il trentunesimo contenuto di Schiscetta - la newsletter di Joinrs pensata per accompagnare la tua pausa pranzo con contenuti leggeri, nutrienti e pronti da gustare in pochi minuti.
Se chiedi a un collega “come va?” e nel tempo la risposta rimane un sospiro seguito da un “dai, si tira avanti”, potresti essere davanti a qualcosa di sottile e forse più diffuso di quanto immagini: il languishing.
Definito dal sociologo Corey Keyes e reso celebre dallo psicologo organizzativo Adam Grant sul New York Times, il languishing è quello stato psico-emotivo di apatia e mancanza di motivazione. Un senso di vuoto, nebbia cognitiva, dove le giornate si somigliano abbastanza tra di loro e la motivazione sembra essersi sgonfiata come un palloncino dimenticato dopo una festa.
Influendo su produttività e retention in modo lento diventa un nemico silenzioso per chi lavora nelle Risorse Umane.
Potremmo vederlo anche come il terreno fertile per il Quiet Quitting (la riduzione volontaria del proprio impegno lavorativo)?
Perché succede?
Il languishing spesso nasce quando perdiamo il senso del progresso. Secondo la Teoria dell’Autodeterminazione di Edward Deci e Richard Ryan, il benessere umano poggia su tre pilastri: autonomia, competenza e relazione. Questi pilastri rimangono saldi nelle organizzazioni dove l’attenzione viene data anche al lavoro più “profondo” e continuativo (non solo alle micro task e ai meeting di allineamento) e dove si creano relazioni funzionali e non solo formali.
Inoltre, ricerche pubblicate su The Lancet Psychiatry hanno evidenziato come l’incertezza prolungata e la perdita di confini tra vita privata e lavoro (tipica dell’era post-pandemica e del remote working non regolamentato) abbiano cronicizzato questa sensazione di “sospensione”.
Tre piccoli ma importanti azioni:
Proteggere il “flow”: il languishing si nutre di interruzioni. Ricerche dello psicologo Mihaly Csikszentmihalyi dimostrano che entrare nello stato di “flusso” (immersione totale nel compito) è l’antidoto naturale alla stagnazione. HR e manager dovrebbero proteggere blocchi di tempo (60-90 min) di lavoro profondo senza notifiche.
Rendere visibili le micro-vittorie: la teoria Progress Principle di Teresa Amabile suggerisce che il motore principale della motivazione sia fare progressi significativi in un lavoro che conta. Celebrare i piccoli traguardi settimanali restituisce quel senso di avanzamento che il languishing annulla.
Dalla cultura del “sempre attivo” a quella del “consapevolmente presente”: incoraggiare i manager a parlare di scopo oltre che di task. Capire: “In che modo quello che hai fatto oggi ha aiutato un collega o un cliente?”.
Prendersi cura del benessere psicologico significa accorgersi dei silenzi, prima che diventino assenze. Persone in languishing sono come un motore al minimo, consumando energia senza produrre movimento. Non aspettiamo crisi più grandi per agire; iniziamo a coltivare il senso di ciò che facciamo ogni giorno.
Diciamocelo: non sempre ci presentiamo nella tua casella di posta con gli ingredienti più leggeri, ma ci teniamo che siano sempre quelli più nutrienti.
🫐 Spuntini di realtà 🫐
Cosa ascoltare 🎧
Quando un dipendente si siede davanti a noi per confidare un disagio psicologico, il confine tra accoglienza e gestione professionale diventa sottilissimo. Come si reagisce "correttamente"? Spesso mancano gli strumenti per capire fin dove può (e deve) spingersi l'azienda. In questo episodio di HR Popcorn ne parliamo con Martina Migliore, Head of Business Learning & Culture in Serenis, per imparare ad accogliere questi momenti con rispetto, concretezza e professionalità.
Piccolo spoiler, arriveranno presto tante altre cose interessanti insieme agli amici di Serenis ;)
Cosa leggere 📖
Flourish di Martin E. P. Seligman - Se il languishing è il vuoto, il flourishing è il pieno. In questo libro, il fondatore della psicologia positiva spiega il modello PERMA (Positive Emotion, Engagement, Relationships, Meaning, Achievement) per costruire una vita e un ambiente di lavoro che prosperino profondamente.
Cosa guardare 👀
How to stop languishing and start finding flow - Il termine languishing vi sembra ancora un po’ astratto? Lasciate che sia chi lo ha reso celebre a spiegarvelo. Nel TED Talk, Adam Grant analizza quella sensazione di "nebbia mentale" che ci impedisce di concentrarci e, soprattutto, ci racconta quello che secondo lui sia l’antidoto più forte: ritrovare lo stato di flow.
P.S.
Guarda qui fino a dove sono arrivati i nostri pesciolini dell’1 aprile, che portano con sé le caratteristiche più forti della nuova Joinrs per utenti.




