#23 - Non sapere tutto, ma saper (re)imparare
La learning agility come bussola in un mondo del lavoro che cambia continuamente.
Questo è il ventitreesimo contenuto di Schiscetta - la newsletter di Joinrs pensata per accompagnare la tua pausa pranzo con contenuti leggeri, nutrienti e pronti da gustare in pochi minuti.
Negli ultimi anni il mondo del lavoro ha cambiato pelle più volte (e continuerà a farlo).
Nuove tecnologie, nuovi ruoli, nuove competenze richieste, nuovi modi di lavorare. E, soprattutto, cicli di cambiamento sempre più rapidi.
In questo contesto, c’è una competenza che sta emergendo come trasversale a tutte le altre: la learning agility. Non è tanto cosa sai fare oggi, ma quanto velocemente riesci a imparare, disimparare e re-imparare.
Secondo il Future of Jobs Report del World Economic Forum, una quota significativa delle competenze oggi richieste cambierà nel giro di pochi anni. McKinsey evidenzia come la capacità di apprendere nuove skill sia ormai uno dei principali fattori di occupabilità nel medio periodo, spesso più rilevante delle competenze tecniche specifiche. In altre parole, la learning agility è diventata una competenza trasversale, che sostiene tutte le altre.
Spesso viene confusa con la semplice voglia di formarsi, ma in realtà è qualcosa di più profondo. Non riguarda solo il seguire corsi o accumulare certificazioni, ma il modo in cui una persona reagisce alle situazioni nuove: l’apertura al feedback, la curiosità verso ciò che non si conosce, la disponibilità a sperimentare e a rivedere le proprie convinzioni. Korn Ferry, che studia da anni la learning agility, la indica come uno dei migliori predittori di successo nei contesti complessi e nei ruoli di leadership. Non perché chi abbia un’alta learning agility sappia già tutto, ma perché sa come imparare velocemente.
Andando sul pratico, la learning agility si costruisce nel tempo, attraverso comportamenti quotidiani. Esporsi a progetti nuovi, uscire dal proprio perimetro abituale, chiedere feedback e usarli davvero, coltivare interessi anche lontani dal proprio ruolo.
Il ruolo dell’azienda: da “training” a “learning culture”
La learning agility non è solo una responsabilità individuale. Il contesto organizzativo ha un peso significativo. Deloitte sottolinea come le aziende che performano meglio nel lungo periodo siano quelle che investono in una vera learning culture, e non solo in momenti di formazione isolati. Significa creare ambienti in cui l’errore non è immediatamente penalizzato, in cui la mobilità interna è incoraggiata, in cui i manager aiutano le persone a crescere invece di limitarsi a misurarne la performance. In contesti troppo rigidi o iper-controllanti, la learning agility tende a spegnersi. In quelli psicologicamente sicuri, invece, accelera.
E i giovani? Un vantaggio ma non automatico
Spesso si dice che i giovani siano più adattabili, e in parte è vero. Entrano nel mondo del lavoro con meno schemi mentali consolidati e una maggiore familiarità con il cambiamento continuo. La learning agility ha comunque bisogno di spazio, fiducia e sfide concrete. Se i giovani vengono inseriti in ruoli puramente operativi, senza possibilità di sperimentare o di fare domande, questo potenziale si disperde rapidamente. Se invece vengono coinvolti e accompagnati, possono diventare i primi agenti di cambiamento all’interno delle organizzazioni.
In un mercato del lavoro in cui tutto evolve rapidamente, la learning agility è una competenza chiave del presente e del futuro. Per le persone che vogliono restare rilevanti e per le aziende che vogliono restare competitive.
🫐 Uno spuntino di realtà da co-creare 🫐
Fino a qui abbiamo parlato della Learning Agility come di una competenza che fa davvero la differenza nel corso della carriera.
Per noi di Joinrs, l’apprendimento non è solo un tema di cui parlare ma è un principio che guida anche il nostro modo di lavorare. E oggi vorremmo poter imparare qualcosa da voi.
Per questo ti chiediamo 10 minuti del tuo tempo per compilare la survey che trovi qui sotto, pensata per raccogliere il punto di vista di chi si occupa di Risorse Umane e di nuove generazioni.
Le risposte contribuiranno al Joinrs Data Loop 2026, una ricerca pensata per supportare HR e aziende nel migliorare l’attrazione e la selezione dei giovani.



